ARZ, Edificio per uffici basato su principi di sostenibilità ambientale
dati di progetto
luogo: Terranuova Bracciolini (AR)
incarico: concorso internazionale in due fasi, progetto finalista
data: 2009-2010
importo lavori: 2.300.000 €

committente
Centro Servizi Ambiente Impianti spa

progetto
UNA2 con:
area progetti (capogruppo);
Neutrostudio, V. Esposito

progetto impianti
2C Ingegneria srl

consulenza sostenibilità ambientale
Innovasystem srl
Scelta strategica preliminare è quella dell’edificio monopiano, che utilizza l’intera area a disposizione. Questo realizza una prima importantissima economia sulla struttura dell’edificio e consente di eliminare la circolazione verticale. Altrettanto importante è il posizionamento sul suolo, parzialmente ipogeo per avere continuità prospettica tra il tetto verde ed il terreno circostante. Il nuovo edificio è costituito da 4 blocchi funzionali (corrispondenti alle macro aree delle due aziende e degli spazi comuni) orientati nord-sud e quindi ortogonalmente al declivio. I blocchi sono raccordati da un percorso orientato est-ovest a monte del quale si trovano gli spazi di servizio. Tra i diversi blocchi si aprono i giardini interni coperti, cuore del progetto insieme alle “lanterne” che li sovrastano. Queste sono figure ibride a metà tra la serra ed il brise soleil; sono costruite in bamboo per la doppia valenza tecnologica e simbolica di questo materiale. Le strutture verticali ed orizzontali sono pareti portanti sandwich di legno.
Il progetto analizza le regole insediative del contesto territoriale circostante e le rielabora alla ricerca della massima integrazione con l’ambiente. Intende stabilire una dialettica con la natura che superi la contrapposizione artificiale/mimetico alla ricerca di un livello superiore di articolazione e complessità. E’ in parte dentro e in parte fuori terra, alcune sue parti sono organiche, ma altre chiaramente astratte. Da un lato è come originato dalla natura, dall’altro molto artificiale: vuole rendere compresenti i due diversi modi di rapportarsi al suolo della tradizione costruttiva e articolarli nelle diverse situazioni.
La posizione sul suolo del nuovo edificio trova rimandi e allineamenti al capannone, ma al tempo stesso cerca da un lato il viale d’ingresso alberato e dall’altro va a legarsi alla viabilità e ai percorsi di accesso.
In corrispondenza degli sprofondamenti del tetto verde si trovano i giardini interni su cui affacciano gli spazi di lavoro.
La facciata sud ha un disegno sincopato che ambisce a smaterializzare anticipandolo prospetticamente il volume del capannone esistente ed è realizzata con elementi in bamboo leggermente staccati dal suolo, in modo che l’edificio figurativamente appoggia su una linea d’ombra.
Sulle corti verdi affacciate verso il paesaggio sono sospese delle strutture leggere (sempre in bamboo), a metà tra il pergolato e la serra. Gli elementi lineari verticali ed orizzontali e la cornice delle pareti verticali di questi elementi creano disegni sul terreno assimilabili ad un tappeto d’ombre, con decorazioni più rade verso l’esterno e sempre più dense all’interno.